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Tendenza alle ristrutturazioni – Analisi e strumenti finanziari 2018

Bonus casa 2018

Le detrazioni fiscali, come già esposto in una nostra precedente analisi, continuano a sostenere il mercato delle ristrutturazioni, il quale, a sua volta, costituisce una rilevante fonte di attività per il settore edile.

Le ordinarie opere di riqualificazioni richiedono un finanziamento attraverso la contrazione di un prestito bancario, poiché generalmente le banche non concedono mutui per cifre inferiori ai 30mila euro.

Nel 2017 sul montante delle abitazioni compravendute il 23,2% ha subito opere di riqualificazione, il che equivale a ben 700 mila abitazioni ristrutturate. (fonte dati: Scenari Immobiliari)

Dal lato bancario, si presentano dati di uguale rilevanza per quanto attiene alle richieste di credito: il 34% è destinato all’abitazione ed in particolare il 24% per ristrutturazione, 7% per l’arredo e 3% per l’acquisto. (fonte dati: Facile.it)

Entrambe le analisi mostrano la tendenza ad effettuare opere di riqualificazione; le principali ragioni di tale andamento sono:

  • motivi di necessità: molte abitazioni in Italia sono obsolete, pertanto risultano necessari interventi di riqualificazione, soprattutto in ottica di risparmio energetico
  • motivi di redditività ed accrescimento di valore: le ristrutturazioni aumentano il comfort abitativo, l’efficienza ed i risparmi nelle bollette (es: cappotto termico, cambio caldaia, sostituzione infissi) e, contestualmente, permettono all’immobile di acquisire maggior valore di mercato (valore aggiunto per una futura compravendita o per la messa a reddito).

Queste sono le tendenze, ma per quanto riguarda la modalità di finanziamento necessaria, quella del mutuo risulta l’alternativa più vantaggiosa dal punto di vista dei costi sostenuti.

Il finanziamento ipotecario comporta spese di perizia ed un atto notarile, ma l’esborso finale sarà sempre inferiore grazie ad un Tasso Annuo Effettivo Globale (cd. Taeg) del 2%, contro il 7-8% dei prestiti.

La possibilità di portare in detrazione Irpef fino al 19% degli interessi passivi pagati per un mutuo prima casa, aumentano ulteriormente l’appetibilità di questo strumento finanziario.

Tuttavia è necessario scegliere sempre la giusta banca ed analizzare accuratamente le esigenze specifiche riportate, poiché nella maggior parte dei casi, gli istituti di credito non concedono mutui per cifre inferiori ai 30 mila euro; od ancora, la pratica per la concessione di un mutuo può risultare in altri casi eccessivamente complessa e duratura, per cui può risultare preferibile la richiesta di un prestito.

(La redazione del presente articolo ha richiesto la consultazione delle seguenti fonti informative: Il Sole 24 Ore – “Ristrutturazioni, mutuo o prestito? Scelta obbligata fino a 30mila euro”, di Adriano Lovera e Emiliano sgambato del 13.04.2018)