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Spinta nel settore NPL – Risoluzione di vecchie posizioni aperte

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Dal 2017 ad oggi assistiamo ad una progressiva e massiva accelerazione dello smaltimento dei crediti deteriorati impressa dal sistema bancario; in questo anno infatti hanno preso piede le operazioni di cessione o affidamento in outsourcing degli Npl da parte delle banche ed attualmente abbiamo:

  • Più di 200 imprese che gestiscono il recupero crediti in Italia
  • 20.000 posti di lavoro nel settore
  • Incremento del 15% (da 70 miliardi ad 80 miliardi) del valore dei crediti in fase di recupero rispetto al precedente anno 2016

I numeri riflettono un settore in espansione e che sta procedendo nel recupero dei crediti deteriorati, lavorando su vecchie posizioni e riducendo quelle nuove; difatti stiamo assistendo ad una contrazione dei nuovi crediti in sofferenza ed alla liberazione di crediti di vecchia data.

Quest’ultimo aspetto, ovvero la crescita dei crediti di vecchia data, porta una peculiarità: la riduzione della percentuale di recupero, dovuta proprio alla vetustà delle posizioni di credito. In media infatti, il tasso di recupero di un credito deteriorato recentemente si attesta intorno al 10%, mentre per una vecchia posizione attorno al 2% ca.

Questi dati abbasseranno le statistiche sul recupero crediti, ma rimane il fatto che il business in oggetto sia in forte crescita, anche se meno che proporzionalmente rispetto ai volumi di Npl in lavorazione.

Alcuni dei fattori che penalizzano la valorizzazione dei vecchi crediti ceduti sono l’incompletezza della documentazione, la carenza di aggiornamenti e la mancanza di informatizzazione dei dati, aspetti sui quali nell’ultimo periodo le banche si sono concentrate, apportando efficientamenti continui.